10 motivi per ricordare Gene Wilder, attore, regista e sceneggiatore.

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Si-può-fare!” Primo piano, bianco e nero, la voce di Oreste Lionello, fulmini e saette sullo sfondo. Gene Wilder è il dottor Frankenstein (“Frankenstin”, corregge tutti; “allora lei dice Fraderaik?”, gli chiede Igor, faccia, voce e occhi strabici di Marty Feldman) e questa è una delle inquadrature più famose della storia del cinema. La comicità, la parodia, la grande commedia americana.

Gene Wilder, nato Jerome Silberman, era un attore, regista e sceneggiatore; veniva dal teatro, si era fatto le ossa con ruoli piccoli e drammatici. Il successo arrivò quando collaborò per la prima volta con Mel Brooks. Era il 1968 e il film si intitolava The Producers (qui da noi tradotto con “Per favore, non toccate le vecchiette”). Dopo di allora, tantissimi altri film, pochi altri ruoli iconici come quello del dottor Frankenstein e cinque regie (un sali-e-scendi al botteghino: non fu mai sempre e solo successo). Wilder era un tipo introverso, che nel corso della sua carriera – specialmente dopo la collaborazione con Woody Allen – rilasciò pochissime interviste.

Aveva un’idea precisa di comicità. La sua regola era: non cercare di essere divertente, ma essere reale. Spesso ripeteva: “Sono un attore, non un clown”È morto a 83 anni, a Stamford; era malato di Alzheimer e da tempo si era ritirato dalle scene. A ricordarlo, oggi, ci sono i suoi film; e di quelli parleremo. Ma restano anche la sua apparizione in tv in Will & Grace, negli anni 2000, il suo ultimo lavoro come attore professionista; e il meme con cui, volente o no, ha invaso Internet e le nostre vite.

1. The Producers
Era il 1968. Gene Wilder aveva già fatto il suo esordio al cinema. Questa però era la prima volta che collaborava con Mel Brooks. All’inizio il film doveva chiamarsi Springtime for Hitler, ma nessuno ne voleva sapere di produrlo. Dovette intervenire Peter Sellers, che lo vide mentre era a Hollywood per le riprese diLasciami baciare la farfalla; consigliò di cambiare il titolo e Brooks scelse The Producers. Sorpresa: il film vinse l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, e Gene Wilder, che interpretava il contabile Leo Bloom, venne candidato come miglior attore non protagonista.

2. Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato
Quando uscì per la prima volta al cinema, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato fu un insuccesso. Roald Dahl, che aveva scritto il romanzo a cui il film si ispirava, se ne discostò completamente. È stato nel corso degli anni, grazie ai continui passaggi in televisione, che Willy Wonka, interpretato da un bravissimo Wilder, ha acquistato la fama di cui gode oggi.

3. Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)
Se The Producers è stata la prima collaborazione con Mel Brooks,Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso di Woody Allen ha segnato la consacrazione di Gene Wilder nell’olimpo della commedia d’autore. Il suo personaggio, il dottor Doug Ross, finiva a letto con una pecora. Tema: la diversità e l’amore. Chi siamo noi per giudicare gli altri?

4. Frankenstein Junior
Dopo il film di Woody Allen e Il rinoceronte di Tom O’Horgan, Gene Wilder collaborò nuovamente con Mel Brooks in Mezzogiorno e mezzo di fuoco: una parodia western in cui si parlava – anche, ma non solo – di razzismo. Intanto Wilder cominciò a lavorare a una sua idea: Frankenstein Junior, liberamente ispirato al romanzo diMary Shelley. Scrisse la sceneggiatura e più volte la propose a Mel Brooks che però continuava a rifiutare. Fu il successo commerciale che investì Wilder (prima con Mezzogiorno e mezzo di fuoco, poi con Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso) che convinse il regista. I due rimisero mano alla sceneggiatura; scelsero gli attori (fu Wilder a chiamare Feldman per il ruolo di Igor), e quando Frankenstein Junior uscì al cinema, pubblico e critica ne furono entusiasti: per la sua comicità, le sue citazioni e il suo parodismo sopraffine. Wilder e Brooks vennero candidati all’Oscar per la migliore sceneggiatura, e moltissime delle battute del film entrarono di diritto nell’immaginario comune.

5. Il fratello più furbo di Sherlock Holmes
L’idea venne a Gene Wilder mentre era sul set di Frankenstein Junior (e in effetti, molti degli attori sono gli stessi del film di Mel Brooks). Il fratello più furbo di Sherlock Holmes prendeva in giro l’investigatore creato da Arthur Conan Doyle, utilizzava toni parodistici simili a quelli di Mel Brooks, e segnava l’esordio di Wilder come regista.

6. Scusi, dov’è il West?
Non è uno dei film più conosciuti di Gene Wilder, ma contiene sicuramente una delle sue interpretazioni più divertenti. All’inizio, per affiancare Wilder, era stato scelto John Wayne. Per problemi con la Warner Bros., però, l’attore abbandonò il ruolo e al suo posto venne chiamato un semi-sconosciuto Harrison Ford. Wilder interpretava un rabbino diretto a San Francisco; Ford un fuorilegge che decide di aiutarlo.

7. Nessuno ci può fermare
La carriera di Gene Wilder è stata segnata da grandissimi contraddizioni in termini di incassi e di accoglienza. Con Stir Crazy, da noi tradotto Nessuno ci può fermare, di Sidney Poitier, l’attore tornò in cima alle classifiche del botteghino. Il film, che incassò più di 100 milioni di dollari, fu il terzo incasso più importante del 1980: subito dopo L’impero colpisce ancora e Dalle 9 alle 5… orario continuato.

8. La signora in rosso
Fu la quarta regia di Gene Wilder. Dopo il duro colpo de Il più grande amatore del mondo e I seduttori della domenica, Wilder ci riprovò con il remake del francese Certi piccolissimi peccati. Pieno di citazioni e di riferimenti, La signora in rosso vinse un Golden Globe e un Oscar per la canzone I just called to say I love you di Stevie Wonder. Wilder fu anche attore protagonista. La signora in rosso è stato probabilmente il suo film più riuscito come regista.

9. Will & Grace
Fece la sua comparsa in Will & Grace in due episodi: la sesta e la diciannovesima puntata della quinta stagione. Per il suo ruolo, vinse anche un Emmy Award. Fu il suo ultimo lavoro come attore professionista. Dopo di allora, si ritirò a vita privata.

10. Meme
Grazie alla sua interpretazione di Willy Wonka, Gene Wilder è diventato anche un meme, uno dei più famosi e virali di Internet. Sorriso enigmatico, testa di lato, posa rilassata e “tell me more, please”. Dove non arriva il successo cinematografico, arriva sicuramente la viralità.

 

(Fonte: wired.it)

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