La rinascita del panino, tra spuntini di mezzanotte e ricordi d’infanzia

Pubblicato il da in curiosità, enogastronomia.

Negli anni ’80 identificavano una disimpegnata e un po’ “macchiettara” cultura metropolitana giovanile. Negli anni ’90 cedevano il posto a carpacci di bresaola e vitelli tonnati. Nel nuovo millennio il cibo tornava slow e iper salutare, lasciandoli a impolverarsi nelle vetrine dei Bar Sport.

Dobbiamo attendere l’altro ieri per il “rinascimento” del fast food all’italiana e del suo protagonista: il panino. Spogliato da quella patina di unto e salsa-cemento, è stato riproposto persino dai grandi Chef, è amato da nutrizionisti, gastorintenditori e gastrofrettolosi. Purché sia in versione gourmet, fatto con materie prime di assoluta qualità e lo si abbini a un buon bicchiere di vino!

È sulla scia di questa rinascita che vi propongo la mia top 5 di irrinunciabili: un panino per ogni pasto, dalla colazione allo spuntino notturno. Per dare un tocco “esotico” alle mie proposte, ho pensato di proporre abbinamenti con vini europei e non italiani. Tanto il panino al prosciutto col rosso della casa lo avete già assaggiato tutti!

Colazione – Il Nordico 
Pane nero di segale o ai cereali con burro e salmone; meglio burro di montagna, di quelli belli gialli e pannosi. Lo trovo buonissimo anche nella variante con uovo in camicia: la sapidità del salmone si tuffa nella morbidezza del tuorlo d’uovo, pane e cereali aggiungono quel po’ di croccantezza…Il tutto in un unico, goduriosissimo boccone, accompagnato da un bel sorso di Chablis. Dopo il grasso di burro o uovo, il leggero fumé del vino richiama il salmone alla mente e al palato. Al mattino presto è ammissibile anche con succo d’arancia, per evitare l’allure “Alcolista Anonimo”.

Pranzo – Lo Strepitoso 
Se pensi a uno straniero che pensa italiano, pensi a lui: il panino pomodoro e bufala. Golosità partenopea che, in ossequio alle sue origini, dev’essere iper condita. Tutta. Su pane (meglio se il tipico pane Cafone napoletano) e companatico ci vanno olio, sale e origano, sennò perde metà del gusto. Rendiamo giustizia alla mozzarella, con la sua pasta morbida e compatta, il sapore pieno e “lattoso”, dolce e sapido insieme, accompagnandola ad un bicchiere di Montrachet. Cremosità (della bufala) chiama cremosità (dello Chardonnay): assicurata persistenza edonistica intensa!

Merenda – Il Nostalgico 
La mia Madaleine di proustiana memoria in chiave nazional popolare: fichi e finocchiona, tra due belle fette di pane toscano non salato. Finocchiona artigianale fresca, che si scioglie in bocca, e fichi dal cuore rosso, con un bicchiere di Cava spagnolo ben freddo. Bollicine ruvide e mai ruffiane, che esaltano i contrasti del panino, sgrassano il palato e regalano il giusto, euforico punto di vista su un ordinario pomeriggio di lavoro.

Cena – Il Finto Light 
In ossequio ai dettami di medici e nutrizionisti, è tempo di una sana scelta veg: pane alla zucca con melanzane e zucchine grigliate, su un generosissimo strato di brie. Da scaldare finché il brie fonde, fila e appaga. Con un bicchiere – anche due vista l’ora – di Bourgogne Rouge, che va a nozze col brie, allieta il palato e concilia il sonno.

Notte – Alzati e Cammina
Quando la voragine notturna imperversa, è il momento di un bell’hamburger al sangue, con il suo pane morbido ai semi di sesamo, la maionese, la foglia di insalata croccante. E il mio tocco personale, che dà il nome al panino: una fetta di fois gras, poggiata sulla carne appena tolta dalla piastra. Con un bicchiere di Turriga portoghese, morbido e caldo come ogni boccone, l’effetto Lazzaro è assicurato. Dormire invece non è tra le opzioni.

(Fonte: .huffingtonpost.it)

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