Usa, stop a vendita saponi antibatterici. “Contengono sostanze nocive”

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Si tratta di 19 componenti attivi, di cui i più comuni sono triclosano e triclocarban. La decisione non riguarda però i disinfettanti per le mani, salviette, o i prodotti usati nelle strutture sanitarie.

NON verranno più venduti negli Stati Uniti i saponi antibattericiper il lavaggio di mani e corpo, contenenti triclosano e altre 18 sostanze. Lo ha deciso la Food and Drug Administration (Fda) che già in passato aveva messo in guardia contro i rischi di questi prodotti. Pubblicizzati come strumento per prevenire malattie e il diffondersi di infezioni, più efficace del semplice lavarsi le mani con acqua e sapone, in realtà, dice l’Agenzia statunitense che regola i farmaci, per queste sostanze non è stata dimostrata la sicurezza a lungo termine di un uso giornaliero, né che sono più efficaci di acqua e normale sapone.

Alcune aziende statunitensi hanno già eliminato queste sostanze dai loro prodotti. Si tratta di 19 componenti attivi, di cui i più comuni sono triclosano etriclocarban, che sono invece legali in Europa. La decisione non riguarda però i disinfettanti per le mani, salviette, o i prodotti antibatterici usati nelle strutture sanitarie. “I consumatori possono essere indotti a pensare che i lavaggi con saponi antibatterici siano più efficaci nel prevenire la diffusione di germi, ma non ci sono prove scientifiche che siano migliori del semplice acqua e sapone. Anzi, “alcuni dati suggeriscono che le sostanze antibatteriche possano fare più male che bene nel lungo periodo”, commenta Janet Woodcock, dell’Fda. La decisione dell’agenzia federale americana è arrivata dopo che nel 2013, sulla scorta di alcuni dati che indicavano possibili rischi per la salute, come resistenza batterica ed effetti sugli ormoni con l’uso dei saponi antibatterici, aveva chiesto alle aziende produttrici di presentare nuovi dati sulla loro sicurezza ed efficacia. Dati che però non sono arrivati o sono stati insufficienti. Lavarsi le mani con l’acqua corrente e il normale sapone, conclude l’Fda, sono uno dei metodi migliori per evitare di ammalarsi ed evitare il diffondersi di batteri.

In Europa e nel nostro paese il triclosano è diffuso in molti prodotti per l’igiene personale. Anche in Italia c’è chi guarda a queste sostanze con scetticismo. “I saponi anti batterici non sono consigliati dal mondo dermatologico. L’indicazione di ‘anti batterico’ può infatti indurre in inganno. I saponi e in genere i detergenti vengono applicati sulla cute per un periodo breve e subito risciacquati. E’ difficile che il tempo di contato sia sufficiente per svolgere una vera attività antibatterica. Le sostanze antibattericche possono però produrre effetti irritativi se applicati ripetutamente o in dosi eccessive o per periodi particolarmente lunghi”, spiega Mauro Picardo, direttore Fisiopatologia cutanea e centro di metabolomica dell’Istituto dermatologico San Gallicano Irccs. Basterebbe quindi lavarsi con i saponi normali? “In genere già il tensioattivo, che è una componente importante dei normali detergenti, possiede una modica attività antibatterica. Inoltre gli studi sul “microbioma” cutaneo, cioè della normale flora batterica cutanea, dimostrano che i normali commensali della cute sono importanti per il mantenimento di una corretta funzionalità delle pelle perchè contrastano fenomeni infiammatori, controllano la crescita di batteri potenzialmente nocivi, contribuiscono al mantenimento della funzione barriera”.

Anche perché lavarsi troppo, secondo gli esperti, può avere delle controindicazioni per la pelle. !Un eccesso di “disinfezione” può alterare la composizione del microbioma facilitando l’insorgenza di irritazioni e di alterazioni della barriera cutanea – conclude Picardo – . La mancata dimostrazione di vero effetto antibatterico correlato all’uso e i rischi di induzione di resistenze batteriche se esageratamente utilizzati sono le motivazioni per cui la Fda ne sconsiglia l’uso non essendo dimostrati una efficacia maggiore rispetto ai comuni detergenti”

Alcune ricerche hanno sostenuto nel tempo possibili rischi legati al triclosan. I ricercatori dell’Università della California hanno evidenziato nel 2014 che la prolungata esposizione a questa sostanza potrebbe provocare nei topi tumori e fibrosi epatica.

 

(Fonte: repubblica.it)

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